Sostieni il Believe Film Festival con il tuo 5x1000. Un gesto gratuito che fa una grande differenza! Scopri come -->
Passa al contenuto principale

Autore: admin

Musica nei cortometraggi: tutto quello che devi sapere

L’inserimento e la fissazione di composizioni musicali tutelate dal diritto d’autore all’interno di sequenze di immagini (come un film o un cortometraggio) prende il nome di sincronizzazione e, precisamente, di sincronizzazione audio e deve essere preventivamente autorizzato dall’autore della stessa opera musicale. L’artista che non ottenesse il previo consenso dell’autore commetterebbe un illecito civile, esponendosi all’obbligo di risarcire il danno arrecato all’autore.

Come fare allora per inserire delle composizioni musicali all’interno del proprio cortometraggio? Ci sono varie possibilità.

COME FUNZIONA NELL’INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA?

Quando si tratta di produzione di film, cortometraggi o serie “industriali”, ossia dove ci sia una casa di produzione responsabile della realizzazione dell’opera, esistono delle figure professionali che si occupano di ottenere le licenze per i brani musicali sincronizzati nell’opera.

Il loro lavoro consiste innanzitutto nell’individuare chi sono i detentori dei diritti su un determinato brano e/o chi amministra tali diritti (ad esempio, società o gruppi come Universal o Warner che agiscono per conto degli autori). Spesso questo lavoro non è semplice, ma è possibile aiutarsi con database online e strumenti come quello fornito da SIAE a questo link.

Fatto questo primo passaggio, si passa alla negoziazione dei diritti e, nel caso di un’opera audiovisiva, bisogna considerare principalmente di ottenere 2 tipologie di diritti per poter sincronizzare un brano con le nostre immagini: si parla di diritti editoriali (o di edizione) che sono legati al testo e alle composizioni musicali e sono detenuti dagli autori e/o dagli editori, e di diritti master che riguardano invece la registrazione audio specifica di un brano e sono detenuti dall’etichetta discografica o dal produttore della registrazione.

Questi diritti possono poi essere acquisiti con varie modalità e limiti, in base alle necessità: il produttore si accorda quindi con gli aventi diritto (o i loro intermediari) sui canali di sfruttamento dell’opera in cui la musica viene licenziata (l’opera potrà essere commercializzata? Potrà andare solo ai festival? Potrà andare al cinema, in TV, sulle piattaforme?), sulla durata della licenza (che può essere perpetua, se non “scade” mai, oppure essere limitata nel tempo), sul territorio (che può essere per tutto il mondo o per specifici territori) e su eventuali altri usi del brano (il brano verrà usato sui titoli di testa o di coda? Potrà essere usato nel trailer e nei materiali promozionali?).

Terminata la trattativa, il produttore sigla con gli aventi diritto i contratti per ottenere in licenza tali diritti e paga un corrispettivo che generalmente si aggira su svariate migliaia di euro (non proprio economico!).

PICCOLO CONSIGLIO: se in un’opera un personaggio canticchia un brano, non sarà necessario acquisire i diritti master ma solamente i diritti editoriali (cioè quelli che tutelano la melodia e il testo canticchiati)!

COME POSSO MUOVERMI PER IL MIO CORTOMETRAGGIO?

Non è sempre semplice per un cortometraggio muoversi attraverso i canali “ufficiali” sopra descritti, sia per le difficoltà nell’entrare in contatto con gli aventi diritto sia per il costo delle licenze musicali. Quello che è certo è che non è in alcun modo possibile sincronizzare dei brani musicali editi (siano essi famosi o sconosciuti) senza ottenere la preventiva autorizzazione degli autori, anche nel caso di un piccolo cortometraggio o di un progetto senza finalità commerciali.

Allora come si può fare? Ci sono varie modalità.

Se hai individuato un brano edito che vorresti sincronizzare con il tuo cortometraggio, prova a metterti in contatto con gli aventi diritto per chiedere una licenza o un’autorizzazione all’uso. Non è semplice con i grandi artisti, ma magari puoi individuare un brano di un cantante o un gruppo emergente che ti piace e accordarti direttamente per ottenere l’autorizzazione. Potrebbe essere più semplice di quanto credi!

L’alternativa, magari anche più indicata dal punto di vista creativo, è coinvolgere un musicista per realizzare la colonna sonora del cortometraggo ad hoc! Questo può diventare un punto di forza per il tuo lavoro, che assumerà un valore molto più alto e un aspetto più professionale.

In ultima ipotesi, esistono online numerose library (ad esempio Artlist, Bensound o altre) dalle quali è possibile scaricare musica royalty-free oppure ottenere delle licenze per pochi euro. Ad ogni modo, presta sempre attenzione agli utilizzi che dovrai fare del cortometraggio in cui inserisci i brani per verificare che siano in linea con la policy della library: eviterai di incorrere in sanzioni.

Buon lavoro!

Curare il suono

Hai mai visto un film con un audio pessimo? È quasi impossibile andare avanti, vero? Eppure il suono è spesso la cosa più trascurata nei primi corti. Il motivo è semplice: quando si gira per la prima volta, tutta l’attenzione va alle immagini. Ma lo spettatore percepisce il suono in modo quasi inconscio e, quando qualcosa non va, lo sente subito. Un dialogo incomprensibile, un rumore di fondo fastidioso o una musica fuori posto possono compromettere anche le immagini più belle. Ecco perché vale la pena dedicarci la stessa cura che riservi alla fotografia o alla recitazione.

Da cosa è composto il suono di un film?

Prima di entrare nel pratico, è utile capire di cosa parliamo quando parliamo di suono in un cortometraggio. Gli elementi che compongono il paesaggio sonoro di un film principalmente sono tre:

  • Il primo è il dialogo: le voci dei personaggi. È una priorità, deve essere sempre chiaro e comprensibile.
  • Il secondo sono gli effetti sonori: tutti i suoni dell’ambiente e delle azioni, dai passi sul pavimento al rumore di una porta che si chiude, contribuiscono a rendere il mondo del film credibile e concreto. Molti di questi suoni, nei film professionali, non vengono registrati direttamente sul set ma vengono aggiunti o sostituiti in post-produzione.
  • Il terzo è la musica: accompagna le emozioni della storia e guida la sensazione dello spettatore. Può essere diegetica, cioè presente nella scena, come una canzone che suona dalla radio, oppure extradiegetica, cioè udibile solo dallo spettatore e non dai personaggi.

Il suono in presa diretta: registra bene fin dall’inizio

Il suono si può migliorare in post-produzione, ma solo fino a un certo punto. Un audio registrato male in fase di ripresa è molto difficile da recuperare, in alcuni casi è proprio impossibile. Per questo è fondamentale prendersi cura del suono già sul set, prima ancora di dichiarare il primo ciak.

Prima di girare ogni scena, chiediti: c’è rumore di fondo nel luogo in cui stai girando? Il microfono è abbastanza vicino a chi parla? Ci sono superfici che creano eco o riverbero?

Quale microfono usare?

Per i tuoi primi lavori, non serve per forza avere a disposizione attrezzatura professionale, ma è importante saper scegliere lo strumento giusto per ogni situazione.

Il microfono direzionale, detto anche shotgun, è ideale per le riprese in esterno o in movimento. Cattura il suono davanti a sé riducendo i rumori laterali e di fondo, per questo viene spesso montato su un’asta, chiamata giraffa, e tenuto il più vicino possibile a chi parla senza entrare nell’inquadratura.
Il microfono lavalier è il classico microfono a clip che si aggancia, nascosto, ai vestiti del personaggio. È ottimo per i dialoghi in interna, dove la distanza tra attore e camera può variare molto.

Se non hai alternative, puoi utilizzare il microfono dello smartphone, che è spesso sottovalutato: in ambienti silenziosi e con poca distanza dalla fonte sonora, può dare risultati sorprendenti, soprattutto se abbinato a un’app di registrazione dedicata.

Il suono si lavora anche in post-produzione

Una volta terminate le riprese, il lavoro sul suono non è finito! Inizia una fase altrettanto importante, quella della post-produzione sonora, che comprende:

  • La pulizia dell’audio: consiste nel rimuovere i rumori indesiderati, ridurre il rumore di fondo e equalizzare il dialogo perché risulti chiaro e naturale.
  • Il sound design: il processo con cui si aggiungono o sostituiscono gli effetti sonori per arricchire il mondo sonoro del film. Come accennato prima, molti suoni che sentiamo nei film (passi, porte, oggetti) non sono quelli registrati in presa diretta, ma sono stati aggiunti o sostituiti in post-produzione da figure specializzate chiamate sound designer.
  • Il missaggio: è la fase finale, in cui si bilanciano tutti gli elementi (dialogo, effetti, musica) perché nessuno sovrasti gli altri e l’ascolto risulti equilibrato su qualsiasi dispositivo, dalle cuffie agli altoparlanti di una sala cinematografica.

Per iniziare, non hai bisogno di software professionali costosi: programmi come Audacity, completamente gratuito, o la sezione audio di DaVinci Resolve hanno strumenti più che sufficienti per fare un buon lavoro sul suono del tuo primo corto.

Gli errori da evitare

Girare in luoghi con molto rumore di fondo è uno degli errori più frequenti. Traffico, aria condizionata, frigoriferi, vento: questi rumori spesso non si sentono bene sul momento, ma emergono con forza nell’audio registrato. Considera le caratteristiche sonore dell’ambiente fin da quando cerchi le location e, prima di girare, ascolta sempre l’ambiente con le cuffie.

Tenere il microfono troppo lontano da chi parla è un altro errore classico: più la fonte sonora è distante, più il rumore ambiente prende il sopravvento sul dialogo. Il microfono dovrebbe stare sempre il più vicino possibile a chi parla, senza entrare nell’inquadratura.

Dimenticarsi di registrare il suono ambientale è qualcosa che molti scopriranno solo in fase di montaggio. Reg suono ambiente del luogo ripreso senza nessuno che parla — bastano pochi minuti di “silenzio” del set. Serve per raccordare i tagli in montaggio senza che l’audio suoni artificioso: se non ce l’hai, i tagli si sentiranno subito.

Usare musica con copyright senza i diritti necessari è un problema che può impedire la distribuzione del tuo corto. Esistono molte librerie di musica royalty free gratuite o a basso costo: usale! Ne parliamo più nel dettaglio nell’articolo dedicato alle musiche.

I consigli utili

Fai sempre una prova di ascolto prima di girare. Quello che senti attraverso le cuffie è molto più vicino a quello che finirà nel film rispetto a quello che percepisci ad orecchio nudo sul set. Non dichiarare il ciak senza aver ascoltato almeno qualche secondo di audio.

Nomina qualcuno nel tuo team come responsabile del suono. Anche in una troupe piccola, avere una persona dedicata al monitoraggio dell’audio in ogni ciak fa una differenza enorme. Non puoi fare il regista e stare in cuffia allo stesso tempo: il fonico è una figura fondamentale, anche quando il budget è zero.

In post-produzione, parti dal dialogo. Pulisci prima le voci, poi aggiungi gli effetti e la musica. Se non si capisce cosa dicono i personaggi, si noterà subito.