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Come funziona il diritto d’autore

«A chi appartengono i diritti d’autore su un cortometraggio o su un film?» Se hai realizzato un cortometraggio o stai pensando di girarne uno ti sarai certamente fatto questa domanda: proverò a rispondere in questo articolo.

Per prima cosa, occorre distinguere tra diritto morale d’autore e diritti patrimoniali d’autore.

Il diritto morale appartiene agli autori del cortometraggio ed è inalienabile e irrinunciabile: ciò significa che non può mai essere ceduto e che l’autore non può mai rinunciarvi. È un diritto “morale” perché attiene alla paternità dell’opera, al fatto che l’autore ha partecipato alla realizzazione del cortometraggio. In particolare, l’autore può sempre rivendicare la paternità dell’opera (anche se inizialmente è stata pubblicata in modo anonimo o sotto uno pseudonimo); può sempre opporsi alle modifiche del cortometraggio che danneggiano la sua reputazione e, se inedita, può in ogni momento decidere di pubblicarla, anche a distanza di molti anni dalla sua realizzazione.

Il diritto morale d’autore è distinto ed autonomo rispetto ai diritti patrimoniali d’autore, che invece riguardano lo sfruttamento commerciale del cortometraggio in ogni possibile forma e che l’autore può sempre cedere ad altri.

I diritti patrimoniali spettano agli autori del cortometraggio: l’autore del soggetto (il soggetto è l’opera letteraria da cui è tratta l’opera cinematografica), l’autore della sceneggiatura (il “copione”, che contiene le battute, i dialoghi e le azioni degli attori), l’autore della musica (che può essere creata appositamente per il film oppure adatta da una già esistente), il direttore artistico (cioè il regista, che coordina tutti i soggetti coinvolti nel cortometraggio) e il traduttore (incaricato di tradurre il testo dei dialoghi in una lingua diversa). Questi diritti, invece, sono cedibili e rinunciabili, perché l’autore può cederli ad altri soggetti e rinunciare ad essi. Inoltre, la loro durata è limitata a 70 anni dopo la morte dell’ultimo autore.

Tra i diritti patrimoniali ricordiamo: il diritto di pubblicare, riprodurre e trascrivere l’opera; il diritto di eseguire, comunicare e distribuire l’opera; il diritto di dare in prestito e di noleggiare l’opera.

Da notare che gli attori non sono autori del film, anche se rivestono un ruolo fondamentale nella riuscita e nel successo dell’opera.

«E il produttore?» Nelle opere più complesse agli autori si affianca spesso la figura del produttore, colui che finanzia il film. Si tratta di un soggetto che, attraverso un’organizzazione di natura imprenditorialemette a disposizione degli stessi autori gli strumenti economici, tecnici e amministrativi per realizzare il film. Ad esempio, il produttore paga i tecnici e gli attori, individua i luoghi nei quali girare, richiede gli eventuali permessi, noleggia il materiale tecnico e così via.

Di regola gli autori cedono al produttore, che assume il rischio economico della realizzazione del film, tutti i diritti patrimoniali di sfruttamento della pellicola. Questo avviene attraverso particolari contratti scritti, con l’obiettivo di permettere al produttore di rientrare delle spese e realizzare un profitto. Se invece il produttore manca, i diritti patrimoniali rimangono nella disponibilità degli autori, che potranno gestirli come meglio credono.

Come realizzare un poster per il tuo film

INFORMAZIONI PRELIMINARI

Il formato standard di poster per il cinema è un 70x100cm (medie dimensioni) oppure 100x140cm (grandi dimensioni) verticale. La realizzazione grafica necessita di un file di grandi dimensioni, con un alto numero di pixel a disposizione (più è alto, più le immagini e le scritte saranno definite). Un esempio di risoluzione adatta: 3500×5000 pixel.

poster film 800 1
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1. IMMAGINE DI SFONDO

Lo sfondo preferibilmente dovrebbe coprire l’intera superficie del poster. Può trattarsi di un’immagine tratta da un frame del film, oppure di un’immagine ad hoc, di un insieme di immagini o di un elaborato grafico.

2. TITOLO DEL FILM

Il titolo del film, ovviamente, è la prima informazione che deve raggiungere lo spettatore: deve dunque spiccare rispetto a tutti gli altri elementi grafici del poster grazie al colore, alla grandezza, alla posizione, ecc… È bene assicurarsi che sia ben leggibile se si trova su uno sfondo non neutro oppure che contrasti bene in caso di sfondo a tinta unita. Spesso non si tratta di una semplice scritta, bensì di un vero e proprio “logo-titolo” che restituisce l’identità ed il mood del film stesso.

3. NOME DEL REGISTA

Solitamente si trova nei pressi del titolo del film e la grandezza del testo è favorita rispetto al resto dei crediti. Le diciture che solitamente si utilizzano sono “regia di”, “diretto da” oppure “un film di”.

4. BILLING BLOCK

Il “billing block” è quella sezione del poster in cui si trovano i nomi del cast principale (quando non sono indicati a parte, similmente a come si fa con il nome del regista) e secondario ed i nomi delle figure principali della produzione e della troupe (autori di soggetto e sceneggiatura, direttore della fotografia, scenografo, costumista, fonici e sound designer, autori delle musiche, direttore di produzione, aiuto regista, regista, produttori…). Sotto di esso solitamente si trovano i loghi delle case di produzione e distribuzione coinvolte, dei partner, dei finanziatori (privati, Ministero, Film Commission, broadcaster, piattaforme…).

5. PRESENTAZIONE DEL FILM

Soprattutto quando a finanziare e realizzare un film sono delle case di produzione, alcune di esse sono responsabili della sua “presentazione” (ossia di portarlo al pubblico): spesso è il produttore principale, o il distributore nazionale, oppure entrambi o ancora tutti i produttori insieme.

Come scrivere una sinossi efficace per un cortometraggio

Hai finalmente realizzato il tuo cortometraggio e intendi distribuirlo nei festival cinematografici, come ad esempio proprio il Believe Film Festival, il festival dei giovani per i giovani! 

Tra i materiali richiesti per l’iscrizione, sarà necessario inviare una sinossi del tuo corto… ma come si scrive una buona sinossi? Grazie a questo breve articolo scoprirai gli aspetti fondamentali per realizzarne una efficace ed evitare gli errori più comuni.

La sinossi è un testo breve che deve riassumere la trama di un’opera, in questo caso il tuo cortometraggio. È fondamentale che siano citati dunque il nome del protagonista (o i nomi, se sono più di uno) e dei personaggi principali (non serve descriverli, né citarli tutti se non necessario), l’ambientazione in cui si svolgono i fatti (anche temporale se diversa dai giorni nostri) ed esporre il conflitto principale alla base della tua storia. 

L’aspetto più importante è la sintesi e quindi la capacità di selezionare solo gli aspetti essenziali, senza i quali la sinossi rimarrebbe incompleta: tutto ciò che è accessorio e secondario va eliminato. La sinossi, infatti, serve come breve riassunto del tuo cortometraggio per presentarlo al pubblico e invogliarlo a vedere la tua opera, come un biglietto da visita. La lunghezza, quindi, risulta un aspetto fondamentale e in genere non deve superare le 4/5 righe.  

Qui di seguito un esempio di sinossi che puoi prendere come ispirazione per comprendere come realizzarne una efficace per il tuo corto: 

PENALTY: “Una partita di calcio tra ragazzi diventa emblematica metafora di una spietata lotta per la sopravvivenza e l’immigrazione, una riflessione sulla condizione umana osservata dal punto di vista di chi parte e non da chi arriva”.

Come sottotitolare un cortometraggio

Vuoi inserire i sottotitoli nel tuo cortometraggio ma non sai come fare? In questa guida troverai tutte le informazioni per inserire i sottotitoli in un film, in un corto o in un video.

I sottotitoli sono una parte essenziale dell’esperienza cinematografica: alcuni spettatori possono essere in difficoltà senza una traduzione scritta in italiano.

I sottotitoli costituiscono la soluzione a questo problema: appaiono solitamente nella parte inferiore dello schermo e forniscono una traduzione simultanea dei dialoghi del film. 

Ma i sottotitoli non sono utili solo agli spettatori che hanno difficoltà a comprendere la lingua del film: possono essere utilizzati, ad esempio, anche per aiutare gli spettatori con disabilità uditive a comprendere meglio cosa accade sullo schermo.

Cosa sono, nel concreto, i sottotitoli?

I sottotitoli NON si realizzano semplicemente aggiungendo dei testi in fase di editing. Il film/corto esportato (file video) non deve avere i sottotitoli perchè questi ultimi possono essere aggiunti dopo attraverso un file “.SRT”. Il processo di creazione di un file SRT può essere effettuato manualmente o utilizzando software specializzato.

Un file SRT è essenzialmente un file di testo che contiene una serie di timestamp, ovvero le indicazioni dell’esatto momento in cui ogni linea di sottotitoli dovrebbe apparire e scomparire dallo schermo. Ogni linea di sottotitoli è formattata in modo da includere il testo e un timestamp per l’inizio e la fine della linea.Il processo di creazione di un file SRT può essere effettuato manualmente o utilizzando software specializzato.

Per rendere i sottotitoli disponibili, si utilizzano i file “SRT” (SubRip Text), un formato di file che contiene i testi dei sottotitoli e le informazioni sul momento in cui ogni linea di testo dovrebbe apparire sullo schermo. Questi file contengono le informazioni necessarie per sincronizzare i sottotitoli con l’audio del film, in modo che il testo appaia sullo schermo al momento giusto. 

In genere, i sottotitoli sono creati prima in un formato di testo semplice (ad esempio in Word) e poi convertiti in un file .SRT utilizzando un programma apposito. Il formato .SRT è molto diffuso e supportato da molti software di riproduzione video e di editing.

Vi mostreremo 2 modi per realizzare file .SRT con il programma specifico Aegisub e con il programma di editing DaVinci. Entrambi sono gratuiti.

Come realizzare i sottotitoli con Aegisub

Aegisub è un programma di editing di sottotitoli gratuito e open-source: ed è disponibile a questo link Aegisub – Aegisub Advanced Subtitle Editor.

Il programma Aegisub offre una vasta gamma di funzioni che rendono il processo di creazione dei sottotitoli facile e intuitivo. Esso permette di visualizzare simultaneamente la traccia audio e la traccia di testo del film, in modo da facilitare la sincronizzazione dei sottotitoli. Inoltre, è possibile utilizzare una varietà di strumenti di editing per modificare il testo dei sottotitoli, tra cui il supporto per la formattazione avanzata del testo, il controllo delle dimensioni e la possibilità di inserire immagini.

Una delle funzioni più importanti di Aegisub è la sua capacità di sincronizzare automaticamente i sottotitoli con la traccia audio del film. Questo è possibile grazie a un algoritmo di sincronizzazione automatica, che cerca di riconoscere le parole e le pause nella traccia audio e di sincronizzare i sottotitoli in modo appropriato.

Per generare i sottotitoli con Aegisub è necessario seguire i seguenti passaggi:

1) Andare sul sito del programma e installare Il software.

2) Una volta installato il programma, per iniziare ad usarlo è necessario andare nella sezione  “Video”→ “Apri Video” per importare un cortometraggio o un qualsiasi video a cui si vuole aggiungere dei sottotitoli.

3) Una volta aperto il file video appariranno 3 schermate:

  • In alto a sinistra troviamo la preview del video.
  • in alto a destra troviamo lo spettro del file audio e l’ editor di sottotitoli.
  • In basso troviamo tutti i sottotitoli realizzati con relativo timecode e stile.

4) Nella finestra dello spettro audio possiamo selezionare il tratto di audio iniziale da voler sottotitolare effettuando un click con il tasto destro e tenendo premuto trasciniamo fino a selezionare la zona di audio interessata (zona viola evidenziata da i 2 marcatori rosso e blu). Questa operazione va effettuata solo per la prima battuta da sottolineare poiché una volta generato il primo sottotitolo il software in automatico riconosce  le pause e le battute presenti nell’audio.

5) Una volta selezionato l’intervallo da sottotitolare si passa alla zona dell’editor dove si possono modificare manualmente l’intervallo di tempo del sottotitolo e il suo stile. Cliccando su “modifica” è possibile creare uno stile personalizzato di sottotitoli andando a selezionare il Font, la dimensione, i colori, i contorni del testo e il posizionamento creando così uno stile personalizzato per i sottotitoli.

5) Selezionato lo stile, si passa a scrivere il testo nel riquadro evidenziato in foto. (Se si vuole ascoltare la parte di audio selezionata basta cliccare “play” sotto lo spettro audio).

Una volta scritto il sottotitolo si deve fare click su “invio” e abbiamo generato un sottotitolo. In automatico il software selezionerà la traccia audio successiva da sottotitolare mantenendo tutte le impostazioni di stile selezionate.

6) Per modificare un sottotitolo, basta selezionare il sottotitolo da modificare nel riquadro in basso, ritornare nell’editor e modificarlo.

7) Terminato di sottotitolare il corto dobbiamo esportare il file .SRT andando su “File”→ “Esporta sottotitoli”; una volta aperta la schermata dell’export selezionare la codifica del testo (quella di default va bene) e cliccare su “esporta”. 

Se invece non si è terminata la sottotitolatura, si può salvare il progetto andando sempre su “File”→ “Salva sottotitoli” in modo tale da salvare il progetto con la possibilità di modificarlo successivamente.

Il programma può anche essere utilizzato per modificare file .SRT già esistenti ed eventualmente effettuare una traduzione. Per fare ciò basta aprire un file ,SRT con il programma ed effettuare le modifiche del caso.

Come realizzare i sottotitoli con DaVinci Resolve

DaVinci Resolve è un software di editing video professionale sviluppato dalla Blackmagic Design. È uno strumento potente e completo che offre una vasta gamma di funzionalità per l’editing, la correzione del colore, l’audio, gli effetti speciali e la post-produzione. È disponibile a questo link DaVinci Resolve 18 | Blackmagic Design

DaVinci Resolve è disponibile in diverse versioni, tra cui una versione gratuita (DaVinci Resolve 18) e una versione a pagamento (DaVinci Resolve Studio 18) con funzionalità aggiuntive. 

Tra le funzionalità di editing di DaVinci Resolve c’è la possibilità di aggiunta di sottotitoli.

Per generare i sottotitoli con DaVinci Resolve è necessario seguire i seguenti passaggi:

  1. Scaricare e installare il software
  2. Aperto il software e il progetto da sottotitolare fare click con il tasto destro sulla barra dei livelli per poter aggiungere un livello di sottotitoli (Add Subtitle Track)

3) Creato il livello bisogna creare il sottotitolo, quindi sulla timeline cliccare il tasto destro e aggiungere un nuovo sottotitolo

4) Creato il sottotitolo vi apparirà una finestra dove si può modificare il testo(Caption) e lo stile del sottotitolo (Track)

Nella finestra track è possibile modificare il font, il colore e la posizione del sottotitolo.

5) Creato il primo sottotitolo nella finestra caption cliccando su Add New si genera un nuovo sottotitolo successivo al precedente conservando lo stile e la posizione.

6) Terminato di sottotitolare il corto si passa alla fase di export. Dalla tab Deliver, possiamo esportare il nostro corto già con i sottotitoli oppure esportare solo il file .SRT separato dal file del video abilitando la spunta su Export Subtitle.

7) Abilitata la spunta export subtitle possiamo scegliere come esportare i sottotitoli: come file separato dal corto, come file incorporato nel corto o come file che sovrascrive il corto e il formato del sottotitolo (consigliamo l’.SRT).

8) Una volta impostati tutti i parametri di render cliccare su Add Render Queue e avviare il rendering.

Musica nei cortometraggi: tutto quello che devi sapere

L’inserimento e la fissazione di composizioni musicali tutelate dal diritto d’autore all’interno di sequenze di immagini (come un film o un cortometraggio) prende il nome di sincronizzazione e, precisamente, di sincronizzazione audio e deve essere preventivamente autorizzato dall’autore della stessa opera musicale. L’artista che non ottenesse il previo consenso dell’autore commetterebbe un illecito civile, esponendosi all’obbligo di risarcire il danno arrecato all’autore.

Come fare allora per inserire delle composizioni musicali all’interno del proprio cortometraggio? Ci sono varie possibilità.

COME FUNZIONA NELL’INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA?

Quando si tratta di produzione di film, cortometraggi o serie “industriali”, ossia dove ci sia una casa di produzione responsabile della realizzazione dell’opera, esistono delle figure professionali che si occupano di ottenere le licenze per i brani musicali sincronizzati nell’opera.

Il loro lavoro consiste innanzitutto nell’individuare chi sono i detentori dei diritti su un determinato brano e/o chi amministra tali diritti (ad esempio, società o gruppi come Universal o Warner che agiscono per conto degli autori). Spesso questo lavoro non è semplice, ma è possibile aiutarsi con database online e strumenti come quello fornito da SIAE a questo link.

Fatto questo primo passaggio, si passa alla negoziazione dei diritti e, nel caso di un’opera audiovisiva, bisogna considerare principalmente di ottenere 2 tipologie di diritti per poter sincronizzare un brano con le nostre immagini: si parla di diritti editoriali (o di edizione) che sono legati al testo e alle composizioni musicali e sono detenuti dagli autori e/o dagli editori, e di diritti master che riguardano invece la registrazione audio specifica di un brano e sono detenuti dall’etichetta discografica o dal produttore della registrazione.

Questi diritti possono poi essere acquisiti con varie modalità e limiti, in base alle necessità: il produttore si accorda quindi con gli aventi diritto (o i loro intermediari) sui canali di sfruttamento dell’opera in cui la musica viene licenziata (l’opera potrà essere commercializzata? Potrà andare solo ai festival? Potrà andare al cinema, in TV, sulle piattaforme?), sulla durata della licenza (che può essere perpetua, se non “scade” mai, oppure essere limitata nel tempo), sul territorio (che può essere per tutto il mondo o per specifici territori) e su eventuali altri usi del brano (il brano verrà usato sui titoli di testa o di coda? Potrà essere usato nel trailer e nei materiali promozionali?).

Terminata la trattativa, il produttore sigla con gli aventi diritto i contratti per ottenere in licenza tali diritti e paga un corrispettivo che generalmente si aggira su svariate migliaia di euro (non proprio economico!).

PICCOLO CONSIGLIO: se in un’opera un personaggio canticchia un brano, non sarà necessario acquisire i diritti master ma solamente i diritti editoriali (cioè quelli che tutelano la melodia e il testo canticchiati)!

COME POSSO MUOVERMI PER IL MIO CORTOMETRAGGIO?

Non è sempre semplice per un cortometraggio muoversi attraverso i canali “ufficiali” sopra descritti, sia per le difficoltà nell’entrare in contatto con gli aventi diritto sia per il costo delle licenze musicali. Quello che è certo è che non è in alcun modo possibile sincronizzare dei brani musicali editi (siano essi famosi o sconosciuti) senza ottenere la preventiva autorizzazione degli autori, anche nel caso di un piccolo cortometraggio o di un progetto senza finalità commerciali.

Allora come si può fare? Ci sono varie modalità.

Se hai individuato un brano edito che vorresti sincronizzare con il tuo cortometraggio, prova a metterti in contatto con gli aventi diritto per chiedere una licenza o un’autorizzazione all’uso. Non è semplice con i grandi artisti, ma magari puoi individuare un brano di un cantante o un gruppo emergente che ti piace e accordarti direttamente per ottenere l’autorizzazione. Potrebbe essere più semplice di quanto credi!

L’alternativa, magari anche più indicata dal punto di vista creativo, è coinvolgere un musicista per realizzare la colonna sonora del cortometraggo ad hoc! Questo può diventare un punto di forza per il tuo lavoro, che assumerà un valore molto più alto e un aspetto più professionale.

In ultima ipotesi, esistono online numerose library (ad esempio Artlist, Bensound o altre) dalle quali è possibile scaricare musica royalty-free oppure ottenere delle licenze per pochi euro. Ad ogni modo, presta sempre attenzione agli utilizzi che dovrai fare del cortometraggio in cui inserisci i brani per verificare che siano in linea con la policy della library: eviterai di incorrere in sanzioni.

Buon lavoro!

Gestire la luce

La luce è uno degli elementi cruciali e più affascinanti del filmmaking. Può trasformare una semplice scena in qualcosa di magico, evocativo e indimenticabile. Per un giovane filmmaker, imparare a gestire la luce è essenziale per realizzare il proprio cortometraggio e far sì che abbia un impatto visivo significativo. Sui set cinematografici questo compito è svolto dal direttore della fotografia, in inglese detto “director of cinematography” o “director of photography” (abbreviato “DOP”).

Il Direttore della Fotografia è responsabile dell’aspetto visivo del film. Lavorando a stretto contatto con il regista, decide come tradurre le parole della sceneggiatura in immagini, scegliendo le inquadrature, l’illuminazione più adatta, il colore e la composizione.

Per scoprire come iniziare a muovere i primi passi nel mondo della fotografia, abbiamo chiesto al nostro amico Davide Orfeo di condividere con noi alcuni suoi suggerimenti maturati durante la sua esperienza di giovane direttore della fotografia. Davide è stato ospite più volte al Believe Film Festival e ha vinto l’ambito premio della Selezione ufficiale nel 2021.

Per girare i tuoi primi cortometraggi molto probabilmente non avrai a disposizione molte attrezzature, per questo è importante adottare alcuni semplici accorgimenti per ottenere il miglior risultato possibile anche con mezzi low budget. 

La fonte di luce principale che puoi sfruttare è quella solare: è possibile realizzare un intero cortometraggio anche solo sfruttando la luce del sole come fonte di illuminazione. Per questo motivo, per le sue prime opere Davide ha scelto di girare spesso vicino alle finestre, sfruttando perlopiù la luce naturale.

Se è necessario sfruttare delle luci artificiali, si possono utilizzare molti oggetti che probabilmente avrai già a casa o di cui puoi disporre facilmente. Lampade da scrivania, abat-jour, e lampade che puoi avere in casa possono essere sfruttate anche come luci diegetiche (ovvero luci la cui fonte è visibile all’interno dell’inquadratura e fa parte della scenografia).

In molti corsi e manuali si parla degli schemi luce, in particolare quello a tre luci, che è così composto:

  • Key Light: la luce principale che illumina il soggetto. Può essere dura o morbida a seconda dell’effetto desiderato.
  • Fill Light: utilizzata per riempire le ombre create dalla key light, mantenendo un contrasto equilibrato.
  • Back Light: posizionata dietro il soggetto, crea un alone di luce che lo stacca dallo sfondo, aggiungendo profondità all’immagine.
guida ai primi ciak fotografia

Molti professionisti, però, ritengono questi concetti limitati, utili solo per una comprensione iniziale del mondo della fotografia. Non è importante, infatti, seguire sempre gli schemi luce, perché la priorità del direttore della fotografia è un’altra. Come ci insegna Davide: “tu non devi illuminare bene, devi raccontare. Infatti non sono solo il regista e lo sceneggiatore a raccontare la storia, ma anche chi compone le musiche, chi monta il film e il direttore della fotografia.

Per diventare un buon direttore della fotografia è essenziale approfondire i concetti relativi alla luce, al colore e ai contrasti non solo dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto dal punto di vista del loro potere comunicativo, e cioè cosa sono in grado di evocare, raccontare e suscitare nello spettatore. Vediamo ora come gestire sul set la luce naturale e quella artificiale.

1. Sfruttare la luce naturale

La luce naturale è una risorsa preziosa e gratuita. Imparare a sfruttarla al meglio può fare la differenza nelle tue riprese. Molte scene, infatti, possono essere girate senza l’utilizzo di alcuna luce artificiale. È importante tenere a mente come si sposta la luce solare durante il giorno. Grazie ad applicazioni e siti internet come “Google maps” è possibile vedere il punto in cui sorge e tramonta il sole. I tre elementi principali da considerare sono:

  • la luce di mezzogiorno, che può essere dura e creare ombre nette. Usa diffusori o rifletti la luce con pannelli bianchi per ammorbidirla.
  • giorni nuvolosi, che offrono una luce diffusa e uniforme, perfetta per riprese senza ombre dure.
  • la “golden hour”, l’ora d’oro, appena dopo l’alba e prima del tramonto, che offre una luce morbida e calda, ideale per riprese suggestive.

Per modellare la luce, soprattutto quando si gira in esterna, si può ricorrere a strumenti come diffusori, bandiere, gelatine e riflettori che possono aiutare a regolare la luce che colpisce il soggetto o lo sfondo, secondo le esigenze della scena. Sul mercato sono disponibili molti tipi di attrezzature, con prezzi molto vari, ma anche nei negozi per il fai da te si possono trovare strumenti più semplici in grado di gestire la luce in modo ottimale. È possibile acquistare, ad esempio, lampade da giardinopannelli di polistirolo o semplici cartoncini, tubi led ecc. Per i movimenti di macchina, invece, si possono costruire in modo “artigianale” dei carrelli o degli stabilizzatori realizzati con materiali di base e con costi decisamente inferiori rispetto al noleggio di attrezzature professionali.

Vediamo nel dettaglio i materiali che si possono utilizzare:

  • Diffusori: materiali traslucidi che ammorbidiscono la luce, riducendo ombre e creando un’illuminazione più uniforme. Sono realizzabili anche con dei pannelli bianchi di polistirolo o materiali simili.
  • Bandiere: pannelli neri che bloccano la luce per creare ombre più nette e controllare i riflessi indesiderati. È possibile usare anche dei cartoncini neri o delle superfici dipinte di nero.

2. Utilizzare la luce artificiale

Per cambiare il colore della fonte luminosa si possono usare le gelatine: si tratta di filtri colorati sistemati davanti a una fonte di luce, capaci di creare  atmosfere particolari o correggere la temperatura del colore. La temperatura del colore si divide in calda e fredda, si misura in Kelvin (K) e influisce sul tono emotivo della tua scena.

  • Luce calda: le luci con una temperatura di colore bassa (2000K-3500K) appaiono calde, con tonalità gialle e arancioni, ideali per atmosfere accoglienti.
  • Luce fredda: le luci con una temperatura di colore alta (5000K-6500K) appaiono fredde, con tonalità bluastre, perfette per ambienti clinici o invernali.

Gestire la luce nel tuo cortometraggio è una combinazione di tecnica, creatività e pianificazione. Sperimenta con diverse fonti di luce, strumenti e tecniche per scoprire cosa funziona meglio per la tua visione artistica. Ricorda, la luce è il tuo pennello: usala per dipingere immagini che raccontano la tua storia in modo vivido e coinvolgente. Buone riprese!

Gli errori più comuni

Esistono degli errori comuni che vengono commessi soprattutto da chi è alle prime armi, come “bruciare” un’immagine (ovvero quando alcune parti vengono sovraesposte, cioè illuminate eccessivamente, e quindi i pixel perdono i dati di quella sezione che risulterà tutta bianca). Viceversa, un altro errore comune, è quello di sottoesporre, realizzando immagini troppo buie in cui allo stesso modo si perdono dettagli importanti per la ripresa. Ricorda: questi “errori” possono anche diventare una risorsa, sempre se usati con criterio, trasformando le difficoltà in opportunità.

Che cos’è la Regia?

“La Camera da Letto” di Vincent Van Gogh è uno dei più grandi dipinti della storia.

Se il quadro fosse un film e dovessimo descriverlo, diremmo che è una stanza con due sedie, un tavolo, una finestra… Non verrebbe molta voglia di andarlo a vedere. È la mano del pittore e la sua interpretazione che lo rendono unico. La regia è la voce del film, e può rendere straordinaria anche la storia apparentemente più semplice. Essere registi significa dunque avere una voce artistica chiara e decisa sul “come” e “cosa” si vuole raccontare in una storia. Non importa l’esperienza.

IL RUOLO DEL REGISTA

Per sfatare tabù e semplificazioni varie, il regista non è il “capo” del film. Il regista è colui che ha la responsabilità di mantenere lo stile del film omogeneo dall’inizio alla fine, facendo collaborare i vari reparti tra loro. Per fare ciò, regia è sinonimo di empatia, con attori e membri della troupe. Un buon regista deve essere in grado di comprendere e apprezzare l’impegno e la dedizione di ciascuna persona coinvolta nel film, poiché tutti stanno lavorando per portare a compimento la sua visione.

Piccola postilla: non c’è un solo “manuale del regista”. Il modo di approcciarsi alla regia riflette la personalità del regista stesso. Quindi essere sé stessi e creare nuove regole per inventare e sconvolgere è la migliore ricetta! Quello che posso fare però è elencare una serie di strategie che si adattano a un metodo lavorativo generale, e che spero possano essere uno strumento per creare un approccio tutto vostro, dalla pagina allo schermo!

1. Pre-produzione

Una volta scelto l’approccio creativo, il regista ha il compito di comunicarlo a ogni singolo capo reparto, discutendo nei minimi dettagli avvalendosi di strumenti visivi. Potete creare presentazioni Power Point con riferimenti a film, immagini ricreate con intelligenza artificiale (usando siti come Shotdeck o Leonardo.ai), o semplici schizzi se avete una particolare vocazione per il disegno. Così facendo, avrete delle cosiddette “mood board” visive a cui tutti nella troupe possono fare riferimento.

Nelle prime discussioni con gli attori, è importante sempre tenere a mente il lavoro fatto in fase di sviluppo sui personaggi, ma essendo sempre aperti a suggerimenti degli attori stessi. Partire sempre dall’esperienza personale e dalle emozioni degli attori li aiuterà moltissimo a modellare il vostro personaggio.

Infine, fare dei sopralluoghi assieme ai capi reparto nelle location in cui si vuole girare vi aiuterà a evitare problemi il giorno delle riprese.

2. Produzione

Sul set, il regista è la figura da cui tutti pendono. È importante quindi non avvalersi di tale privilegio con troppa leggerezza, ma di essere costantemente la persona con la massima concentrazione e attenzione per i dettagli durante le riprese. Gli attori sono lo strumento principale della vostra voce, ed è fondamentale comunicare tra un ciack e l’altro cosa vi piace e cosa meno della loro interpretazione. Sempre tenendo a mente, però, che gli attori stanno mettendo la propria faccia. Sono le figure più vulnerabili sul set, e per cui bisogna mantenere la massima premura. Ciò non significa che ogni singola richiesta dai vari reparti debba essere ignorata! Anzi, è compito del regista assicurarsi che ogni membro della troupe sappia cosa fare per attuare la visione creativa. Fatevi aiutare dal vostro assistente di regia ad avere il tempo necessario per discutere con gli attori, e successivamente discutere con i vari reparti su possibili modifiche.

3. Post-produzione

Un film si fa tre volte: in scrittura, sul set, e… in montaggio. È importante prendersi il proprio tempo in sala editing con il montatore. Le riprese non sembreranno mai buone come ce le si aspetta, e la disperazione è l’ultima cosa a cui pensare. Al contrario, tempo, pazienza, e dialogo con l’editor sono le chiavi del successo di un buon montaggio. Mai imporre una visione univoca e testarda, ma sempre cercare di essere aperti alla sorpresa, perché è proprio qui che la magia avviene, e molte scelte prese in precedenza potrebbero dover cambiare, ma in un risultato inaspettatamente migliore! Nell’editing lo strumento più snobbato è il suono, che deve invece essere l’arma vincente del regista, attraverso le pause e i silenzi giusti, ma anche con musiche e suoni a riflettere il mood del film.


Come ultimo ma più importante punto, il bello dell’essere registi è di non smettere mai di imparare, dalla vita, dagli altri, e dai propri sbagli. Nel processo della realizzazione di un film capita molte volte di sbagliare, di uscire fuori strada, o di concentrarsi così tanto sulla storia che si vuole raccontare da dimenticarsi di riguardare attorno a sé. Ed è solo guardandosi attorno che gli altri guarderanno verso di te come punto di riferimento, aiutandoti così a portare alla luce la storia stupenda che vuoi raccontare!

Niccolò Salvato – Regista

Come organizzare una campagna di casting

Hai scritto il tuo corto e sei fiero dei tuoi personaggi? Ora non ti resta che trovare il cast che avevi in mente!

A volte un autore scrive i personaggi di una storia ispirandosi ad alcuni attori specifici a cui proporre il ruolo (che siano grandi star o magari amici o conoscenti!), mentre nella maggior parte dei casi bisogna iniziare la ricerca da zero. Partire da una lista vuota per formare il cast di un corto può sembrare spaventoso, ma ci sono alcune strade che puoi percorrere per trovare il match perfetto per i tuoi personaggi.

Leggi questo articolo per scoprire come si fa una casting call e come gestire i provini al meglio!

Prima di tutto, come sempre, guardati intorno: tra i tuoi amici, familiari e conoscenti c’è qualcuno che sogna di diventare la prossima Emma Stone? Quel tuo cugino alla lontana è perfetto per interpretare lo zio Franco nel tuo corto? Se la risposta è sì, potresti tenerli in considerazione. Se vogliono cimentarsi ma non hanno alcuna esperienza, l’aspetto più importante da tenere in conto è spesso il loro carattere e la loro attitudine personale: sceglili in modo che siano affini al personaggio, così avranno una base di partenza e il loro lavoro sarà più semplice. Il tuo compagno di banco potrebbe lasciarti senza parole o tua sorella potrebbe essere la sorella perfetta per la tua protagonista!

Se invece il tuo corto ha bisogno di personaggi con caratteristiche specifiche e vuoi allargare i tuoi orizzonti, è il momento di avviare una vera e propria ricerca!

Ci sono vari modi per farlo. Ad esempio, esistono dei siti web specializzati nei casting, oppure esistono gruppi specifici sui social network… Un modo semplice per arrivare a tante persone è sicuramente usare i social. La soluzione migliore spesso è preparare una storia su Instagram o un post su Facebook con tutte le informazioni necessarie: 

  • Chi stai cercando?
  • L’attore deve avere caratteristiche particolari?
  • Descrivi il personaggio, le sue caratteristiche estetiche, la sua età ed eventuali tratti particolari (ad esempio: “Cerco una ragazza bionda di età scenica tra i 18 e i 25 anni”).
  • L’attore deve essere nato, residente (o domiciliato) in una città o una zona specifica o avere un accento particolare?
  • Se non puoi fornire trasporti e alloggi, assicurati di cercare attori nella città in cui avverranno le riprese. (Ad esempio: “Le riprese avverranno a Firenze, è necessario essere residenti in città o avere un appoggio, richiesto accento fiorentino”).
  • Il lavoro sarà retribuito o no? Assicurati di specificarlo fin da subito, per evitare spiacevoli sorprese (per te e per gli altri!). 

Per farti un’idea migliore, puoi richiedere delle foto (un primo piano e una figura intera), un video di presentazione o delle informazioni aggiuntive (come età, altezza…).

Per concludere, specifica come i candidati dovranno contattarti (direttamente su Instagram, per mail, attraverso un modulo online…): lascia un tuo recapito!

Una volta pubblicata la call, fatti aiutare dai tuoi amici (e dagli amici degli amici) a condividerla per farla arrivare a più persone possibili: potresti stupirti del numero di richieste che riceverai!

In caso di necessità, un modo utile per allargare la platea degli interessati è sicuramente estendere la ricerca alle scuole o alle associazioni culturali della tua zona: ti potranno aiutare nella diffusione della call o nell’organizzazione dei casting veri e propri!

Se hai un buon budget e vuoi lavorare con attori professionisti, puoi provare a contattarli attraverso i loro agenti. Ma chi è un agente?

Un agente è un professionista, spesso associato ad un’agenzia, che rappresenta gli attori e le attrici nel mondo dello spettacolo. Il suo lavoro consiste nel cercare le migliori opportunità lavorative per i suoi clienti, negoziare i contratti, gestire le relazioni con i direttori dei casting e le produzioni. Gli agenti infatti lavorano con l’obiettivo di ottenere per i loro assistiti i ruoli che meglio corrispondono alle loro abilità ed ambizioni, nonché negoziare le condizioni contrattuali più favorevoli, inclusi gli aspetti economici e la cessione dei diritti d’immagine. In questo senso, sono fondamentali nell’aiutare gli attori a sviluppare e gestire la propria carriera nel mondo dell’intrattenimento.

Hai due opzioni per metterti in contatto con un’agenzia:

  • Puoi fare una ricerca sul loro sito, in cui troverai le fotografie e le informazioni principali su ogni attore. Se sei interessato a qualcuno in particolare puoi contattare l’agente via e-mail, presentando il progetto in sintesi ed esponendo le informazioni principali sulla produzione. Se saranno interessati ti ricontatteranno.
  • Puoi mandare una mail all’agenzia, descrivendo le caratteristiche del progetto e del personaggio di cui sei alla ricerca: ti manderanno loro stessi delle proposte scegliendo le più adatte tra il loro portafoglio di attori.

Tra gli amici, i social e le agenzie hai ricevuto delle buone proposte e i volti ti convincono: è il momento di organizzare dei provini per capire se il loro modo di recitare e la loro attitudine sono adatti al tuo personaggio! Per organizzare i provini il primo passo è inviare ai candidati gli estratti della sceneggiatura del tuo progetto o, in alternativa, di un film già esistente (gli stralci), che poi reciterà davanti a te. In questo modo avrai la possibilità di vederli e ascoltarli dal vivo, di dare delle note e portarli verso l’interpretazione ideale per il tuo personaggio. Può esserti utile filmarli per poterli rivedere in seguito ed anche avere una spalla, ossia una persona che nel caso di un dialogo supporta il candidato recitando le battute degli altri personaggi in scena.

Ma non tutti hanno lo spazio per fare dei provini dal vivo. Se non hai questa possibilità, non preoccuparti: puoi fare i casting anche online o chiedere l’invio di un selftape. Il selftape è una sorta di provino fai-da-te che l’attore registra da solo, interpretando il monologo o dialogo assegnato dal regista. Spesso si richiede un selftape prima di fare un provino dal vivo: l’unico aspetto negativo di questo metodo è che il regista non può “guidare” l’attore verso l’interpretazione che cerca. Se sei un attore e ti chiedono di realizzarne uno, ecco dei consigli per girare il selftape perfetto:

  • trova un luogo silenzioso che abbia uno sfondo neutro
  • indossa un abbigliamento il più possibile neutro 
  • imposta l’inquadratura a mezzo busto
  • all’inizio del video presentati: specifica nome, cognome, età e provenienza 
  • poi puoi raccontare di te molto brevemente: cosa studi? Hai già avuto esperienze?
  • A questo punto inizia a recitare ciò che ti è stato assegnato
  • Per finire, fine mostra i due profili e le mani.

A volte prima di trovare l’interprete giusto per un ruolo è necessario fare più step di provini, altre volte “ci si innamora” al primo sguardo. Nel momento in cui pensi di aver trovato l’attore più adatto, puoi iniziare a preparare con lui il personaggio e fare delle prove usando la sceneggiatura come guida. Se stai producendo un cortometraggio in autonomia, senza il sostegno di un vero produttore, probabilmente non firmerai dei contratti con i tuoi attori ma ti consigliamo ugualmente di far firmare loro una liberatoria d’immagine (ossia un documento che viene utilizzato per ottenere il permesso da parte delle persone che appaiono in una foto o in un video, consentendo così l’uso e la distribuzione di tali immagini): in questo modo sarete entrambi più tutelati!

Ora hai la sceneggiatura perfetta, un’organizzazione impeccabile e il cast che sognavi: è il momento di correre sul set. Continua a seguire la nostra Guida ai primi ciak per scoprire altri segreti sulla fase di produzione del tuo corto!

Glossario della crew cinematografica

  • SCRITTURA
    • Autore del soggetto
    • Autore della sceneggiatura
  • REGIA
    • Regista
    • Aiuto regia
    • Assistente alla regia
    • Script supervisor (segretario di edizione)
  • FOTOGRAFIA
    • Direttore della fotografia
    • Operatore
    • Assistente operatore
    • Aiuto operatore
  • MACCHINISTI/ELETTRICISTI
    • Capo macchinista
    • Macchinista
    • Capo elettricista
    • Elettricista
  • SCENOGRAFIA
    • Scenografo
    • Assistente scenografo
    • Arredatore
    • Attrezzista
  • COSTUMI
    • Costumista
    • Assistente costumi
  • SUONO
    • Fonico di presa diretta
    • Microfonista
  • MUSICA
    • Compositore
    • Musicista
    • Cantante
  • CAST
    • Attore
    • Narratore
  • PRODUZIONE
    • Produttore
    • Produttore esecutivo
    • Organizzatore
    • Direttore di produzione
    • Assistente di produzione
  • MONTAGGIO
    • Montatore
    • Assistente montatore
  • POST-PRODUZIONE
    • Colorist
    • VFX artist
    • Sound designer
    • Fonico di mix

Dalla sceneggiatura al set: come organizzare un corto

Adesso che la sceneggiatura è pronta è il momento di trasformare per davvero le parole in immagini! Ma come fare? Girare un corto è sicuramente un’attività entusiasmante, ma ci sono così tante cose da tenere a mente che a volte può sembrare quasi impossibile o scoraggiante… il trucco è procedere con metodo passo dopo passo.

Leggi questo articolo per scoprire i segreti di un’organizzazione impeccabile per il tuo cortometraggio!

Spoglio della sceneggiatura

Lo spoglio della sceneggiatura è la prima attività che ti permette di individuare ed analizzare tutti gli elementi della sceneggiatura, scena per scena. Per iniziare, ti consigliamo di rileggere la sceneggiatura dall’inizio e per ogni scena porti alcune semplici domande:

  • Dove ci troviamo? Qual è il setting della scena?
  • Chi è presente in questa scena? Quali personaggi?
  • Cosa è presente in scena? C’è bisogno di una scenografia particolare?
  • I personaggi interagiscono con qualche oggetto specifico presente in scena?
  • Cosa indossano i personaggi? Hanno qualche trucco particolare (ad esempio, una ferita, una fasciatura o altro)?
  • Ci sono degli animali in scena?
  • Ci saranno dei suoni particolari?
  • La scena avrà bisogno di effetti visivi?

Mentre leggi la sceneggiatura e rispondi a tutte queste domande, puoi annotare tutto scena per scena in un documento di spoglio (in inglese il breakdown sheet) che ti aiuterà a tenere traccia di tutti gli elementi. È molto importante, perché ti tornerà utile più avanti! Qui sotto troverai un modello semplice da utilizzare, pronto all’uso da stampare o da compilare digitalmente.

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Una volta completato lo spoglio di tutta la sceneggiatura, è ora di analizzare ogni elemento e reperire tutto ciò che ti serve.

Trovare le location

Trovare le location giuste per il proprio cortometraggio può essere complicato, ma niente paura. A volte basta solamente guardarsi intorno: la casa dei nonni è sempre un’ottima soluzione!

Innanzitutto, sulla base dello spoglio appena realizzato ti consigliamo di stilare un elenco ambienti, ossia l’elenco di tutte le location che dovrai individuare per girare il tuo corto. Partendo da quelle fondamentali (quelle dove si svolge la maggior parte del tuo corto), potrai iniziare una ricerca anche facendo affidamento su parenti, amici e conoscenti che possono esserti d’aiuto. Se ancora non hai trovato qualcosa che ti soddisfi appieno, potrai estendere la tua ricerca anche online, ad esempio pubblicando degli annunci sui social oppure facendo delle ricerche attraverso portali ad hoc come AirBnB e simili.

Quando individui una location, specialmente se si tratta di una location privata, magari di un’abitazione, assicurati sempre che i proprietari siano a conoscenza di quello che devi fare e di quante persone saranno presenti sul set e che siano d’accordo: eviterai di ritrovarti in situazioni spiacevoli più avanti o di non riuscire a completare le riprese.

Se invece devi effettuare delle riprese in luoghi pubblici (come ad esempio una piazza, una strada o un parco), assicurati sempre di essere in regola con le leggi e di avvertire le autorità. Ad esempio, puoi rivolgerti al comune dove si trovano queste location e chiedere che ti diano il permesso ufficiale per girare. Questo sarà molto utile per evitare di incorrere in problemi o addirittura sanzioni per aver arrecato disturbo a persone o attività o per aver messo in pericolo te, la tua troupe o i passanti.

Costruire la tua troupe

Il cinema non si fa da soli, per questo avrai bisogno di una squadra che ti supporti nella realizzazione del tuo cortometraggio. Sui set professionali sono presenti moltissime figure (la troupe di un film è composta mediamente da 70-100 persone: qui trovi un glossario di tutte le figure del set), ma non è sempre necessario: per i progetti più piccoli, è possibile ottenere un bel risultato anche con una piccola crew.

Ad ogni modo, alcune figure sono imprescindibili per riuscire ad raggiungere un buon livello qualitativo. Ad esempio, se nel tuo corto sono presenti dei dialoghi, è fondamentale avere sul set un fonico che possa riprendere l’audio, così come è fondamentale un direttore della fotografia che possa impostare le luci di una scena e le inquadrature insieme al regista, o ancora se hai necessità di girare un film storico avrai bisogno probabilmente di un bravo costumista.

Ma attenzione: a volte, soprattutto nelle troupe più leggere, una stessa persona può ricoprire anche più ruoli!

Come sempre, anche per coinvolgere persone nella troupe ti puoi affidare in primis ad amici, parenti e conoscenti. L’aspetto veramente importante da tenere sempre in considerazione è il loro interesse ad essere partecipi. Infatti non è necessario essere fin da subito dei professionisti, ma assicurati che gli amici a cui chiedi aiuto siano disposti e motivati a farlo: in questo modo sarà tutto più semplice e il vostro gruppo di lavoro sarà ancora più solido!

Trovare gli attori giusti

Così come i membri della troupe, anche i membri del cast sono fondamentali per la buona riuscita di un progetto cinematografico, che sia un corto, un film o una serie tv.

Il modo più semplice per reclutare degli attori per il tuo corto è sicuramente quello di cercare in primis tra i tuoi amici e conoscenti: sarà più facile convincerli a prendere parte al tuo progetto!

Se invece vuoi estendere le tue ricerche, puoi lanciare una vera e propria campagna di casting. In un articolo dedicato ti spieghiamo più nel dettaglio come fare!

Il piano di lavorazione

Siamo arrivati ora ad un punto cruciale. Abbiamo analizzato la sceneggiatura, sappiamo chi e cosa è necessario per la buona riuscita del progetto, abbiamo in mente tutto il da farsi. Ma come fare in modo che tutto fili liscio sul set?

Per assicurarci di rispettare i tempi e di riuscire a portare a termine il lavoro, sarà fondamentale stilare un piano di lavorazione (PdL), ossia un documento tecnico in cui, a partire dallo spoglio precedentemente realizzato, tutte le scene vengono organizzate e catalogate per giornate di ripresa nel preciso ordine in cui le andremo a realizzare sul set.

Ogni scena nel PdL viene riassunta in una sola riga contenente le informazioni principali riportate nell’intestazione della scena nel documento di spoglio.

L’ordine in cui si susseguono le scene in un PdL non è casuale, e nella maggior parte dei casi non segue il tempo del racconto (cioè non si va dalla prima scena all’ultima). Generalmente, per costruire il nostro PdL l’elemento principale da tenere in considerazione sono le location, che conviene “accorpare” in un’unica giornata (o più giornate vicine, a seconda delle necessità) per evitare degli spostamenti inutili da una location all’altra che sarebbero una perdita di tempo. Nella definizione del PdL è fondamentale anche tenere conto delle disponibilità delle location che ci sono state offerte dai proprietari, così come dei membri del cast e eventualmente della troupe. Una considerazione utile da fare durante la predisposizione del PdL è di iniziare a girare le scene in esterna, visto che sono quelle più soggette agli imprevisti (ad esempio, potrebbe esserci maltempo); in questo senso è sempre utile anche considerare un cover set, ossia un “piano B” da sfruttare in caso le nostre riprese in esterna per qualche motivo (soprattutto per il maltempo) dovessero essere infattibili quel determinato giorno.

Durante la preparazione del PdL è importante tenere a mente i tempi necessari per girare le nostre scene: è sempre sconsigliato comprimere troppo i tempi (ad esempio, decidere di girare 20 scene in un giorno) perché sul set le ore volano e c’è sempre il rischio di trovarsi costretti ad “abbandonare” alcune scene, magari fondamentali. Tieni a mente che un tempo consono per girare un cortometraggio di 10-15’ generalmente è di circa 3-5 giorni!

SCARICA UN ESEMPIO DI PDL

Il budget

Si, okay, ma tutto questo quanto mi costa? Questa è la fase in cui le produzioni cinematografiche stilano il budget del film, per capire come, dove e quando verranno utilizzate le risorse economiche necessarie per realizzare il film.

I budget dei film possono essere anche molto alti (il costo medio di un film per il cinema in Italia è di circa 3 milioni di euro!), ma anche con poche risorse puoi riuscire a realizzare i tuoi primi cortometraggi, cercando di limitare al massimo le necessità.

Ad ogni modo, anche per le produzioni più piccole a “zero budget”, ti consigliamo di tenere traccia di tutte le uscite che avrai per il tuo progetto ed anche delle eventuali entrate (sponsorizzazioni di un locale amico, un contributo da parte di un Comune o di un’associazione locale, i 50 Euro “per il gelato” di nonno Enzo…!). Per aiutarti, puoi impostare un modello molto semplice usando un programma come Excel, Numbers o Fogli Google.

In questo modo alla fine del tuo progetto potrai tirare le somme di quanto hai speso ed essere consapevole delle risorse impiegate per dare alla luce le tue idee!

…verso il set!

Ormai ci siamo quasi… è ora di andare sul set!

Ma come fare in modo che tutte le persone coinvolte sappiano dove si gira, in quali orari e quali scene? Semplice: c’è l’Ordine del Giorno (OdG)! L’OdG è un documento tecnico predisposto giorno per giorno in cui sono annotati tutti gli orari della giornata, tutte le scene da girare, tutti i membri del cast e della troupe che devono essere presenti. Nelle produzioni più piccole e con pochi membri nella crew può sembrare superfluo, ma fidati che averlo fa la differenza! Il set infatti è sempre un turbinio di cose da fare, problemi, difficoltà e necessità dell’ultimo minuto: avere una struttura della giornata di lavoro chiara, pulita ed accessibile a tutti può essere molto d’aiuto per avere un punto d’appoggio anche nei momenti più duri!

SCARICA UN TEMPLATE DI ODG IN FORMATO WORD

Tieni sempre a mente una cosa: che tu stia lavorando a livello professionale, con una troupe retribuita a regola d’arte, o su un set più amatoriale, è importantissimo che l’ambiente di lavoro sul set sia il migliore possibile. Il modo per renderlo più confortevole possibile, e anche per ringraziare i tuoi amici/colleghi di essere lì sul set insieme a te (specialmente se stai lavorando con non professionisti), passa spesso per piccoli accorgimenti come offrire loro i pranzi e le cene sul set, aiutarli negli spostamenti, eventualmente offrire ospitalità a chi viene da più lontano e fa fatica a spostarsi ogni giorno per raggiungere il set.

Software appositi

Come per tutte le fasi di lavorazione di un film/cortometraggio, anche per la fase di produzione esistono dei software appositi che ti aiutano ad organizzare al meglio le riprese, tenere traccia di tutte le attività, creare facilmente lo spoglio della sceneggiatura, elaborare i PdL…

Il più conosciuto ed usato nell’industria audiovisiva è Movie Magic, una suite di programmi (a pagamento) che ti facilitano il lavoro di spoglio ed organizzazione (Movie Magic Scheduling) ed anche di gestione del budget (Movie Magic Budgeting).

Negli ultimi anni si stanno affermando anche piattaforme web sempre più complete, utili per gestire un set e una crew a 360°. Tra questi i più famosi sono Yamdu (che offre una versione scontata per gli studenti e un periodo di prova gratuita) e Studio Binder (che offre anche una versione limitata gratuita).